Brevetti in crescita: un segnale forte per l’innovazione italiana: i dati dal Report sulle Attività Brevettuali 2025 del MIMIT

L’Italia registra un +18,2% di domande di brevetto per invenzione industriale nel 2025. Un dato che non rappresenta soltanto una variazione statistica, ma un indicatore concreto di dinamismo del sistema Paese, di fiducia nella ricerca e di crescente capacità di trasformare conoscenza scientifica in valore competitivo.
Secondo il Report sulle attività brevettuali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nell’ultimo anno sono state depositate 11.996 domande di brevetto, a cui si affianca una crescita significativa dei modelli di utilità (+13,2%) e, soprattutto, un incremento molto rilevante delle domande provenienti da Università ed Enti di Ricerca (+25%).
Numeri che raccontano un sistema in movimento e che parlano di ricerca che si struttura, si tutela e si proietta verso il mercato.
Il ruolo delle politiche e del trasferimento tecnologico
L’aumento delle domande provenienti dal mondo della ricerca pubblica non è casuale, e conferma che le recenti scelte normative e le politiche di rafforzamento del trasferimento tecnologico stanno producendo effetti tangibili.
La riforma dell’art. 65 del Codice della Proprietà Industriale ha contribuito a chiarire e rendere più efficace la gestione dei diritti di proprietà industriale nelle università, mentre il progressivo potenziamento degli Uffici di Trasferimento Tecnologico ha reso più strutturato e consapevole il percorso di valorizzazione dei risultati della ricerca.
Negli ultimi anni si è consolidata una maggiore cultura della tutela dei risultati scientifici, insieme a una crescente professionalizzazione delle strutture dedicate. Questo ha favorito un approccio più sistemico alla protezione della proprietà intellettuale e al dialogo con il mondo produttivo.
Ma la crescita dei brevetti non è un punto di arrivo, bensì un punto di partenza.
Una fase nuova che richiede consolidamento
Come Netval riteniamo che questo risultato apra una fase nuova, che richiede consolidamento, continuità e visione di lungo periodo. A tal proposito, la Prof.ssa Maria Chiara Di Guardo, Presidente di Netval, ha affermato:
“La crescita delle domande di brevetto rappresenta un segnale importante e conferma che le scelte normative e gli interventi messi in campo stanno producendo effetti concreti. Ora è il momento di consolidare questo trend con un investimento strutturale sugli Uffici di Trasferimento Tecnologico, rafforzandone il ruolo strategico all’interno degli atenei e degli enti di ricerca. Garantire continuità, competenze e stabilità alle professionalità che operano negli UTT è una condizione essenziale per valorizzare pienamente la produttività scientifica del Paese e trasformarla in sviluppo, competitività e impatto”
Il messaggio è chiaro: il sistema sta rispondendo positivamente agli stimoli normativi e agli investimenti avviati, ma per trasformare la crescita in un trend strutturale occorre rafforzare le fondamenta.
Rafforzare i TTO per liberare il potenziale inesplorato
Il potenziale innovativo della ricerca italiana è ancora ampio e, in parte, inesplorato. Esiste una produttività scientifica significativa che non sempre si traduce in brevetti, partnership industriali o nuove iniziative imprenditoriali ad alta tecnologia.
Per questo è essenziale investire con decisione nel rafforzamento dei TTO: esiste ancora un’ampia quota di produttività scientifica che non si traduce pienamente in tutela della proprietà intellettuale e valorizzazione industriale, e dunque un significativo potenziale di crescita da esprimere. I TTO costituiscono l’infrastruttura strategica che presidia l’intero percorso di valorizzazione: intercettano i risultati della ricerca, ne valutano il potenziale brevettuale e di mercato, ne accompagnano la protezione e favoriscono un dialogo strutturato con il sistema produttivo, trasformando la conoscenza in opportunità di sviluppo e competitività.
Affinché questo potenziale possa esprimersi pienamente, il trasferimento tecnologico deve essere riconosciuto sempre più come infrastruttura strategica del Paese: stabile, professionalizzata, dotata di competenze specialistiche e pienamente integrata nelle politiche industriali e dell’innovazione.
Dalla crescita alla competitività
I brevetti crescono, e si tratta di un segnale positivo, che testimonia maturità e consapevolezza.
Ora occorre rafforzare in modo strutturale le condizioni che rendono possibile questa crescita: investire sulle competenze, garantire stabilità agli UTT, favorire l’integrazione tra ricerca e industria e consolidare un ecosistema dell’innovazione capace di trasformare la conoscenza in sviluppo economico e impatto sociale.
La sfida non è solo aumentare i numeri, ma rendere il sistema dell’innovazione italiana sempre più competitivo, solido e capace di valorizzare appieno il proprio straordinario patrimonio scientifico.
Fonti:
Ministero delle Imprese e del Made In Italy, Mimit: Report Brevetti +18,2% nel 2025
ANSA, Brevetti in forte crescita (+18,2%). Urso: “Italia accelera su innovazione”



